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Felix e il suo viaggio della speranza

In Italiano on febbraio 21, 2018 at 09:16

image-2-225x300Felix è un nigeriano di 38 anni, è partito da Lagos, in Nigeria. Ha lasciato due figli per raggiungere la sua compagna che lavora in una fabbrica a Ortanova.

La speranza di Felix era di diventare ricco, lascia un lavoro; era una guardia di finanza, laureato in economia aziendale. Il suo viaggio è un’ odissea, inizia con una somma di denaro ben inferiore a quella finale che gli occorre sborsare per raggiungere l’Italia. Per interminabili giorni vive stipato nella stiva di un barcone insieme a vomito ed escrementi. Il pensiero dei figli e  la speranza di raggiungere la sua compagna gli danno la forza di resistere. In un giorno terribile della sua vita dalla Libia raggiunge Lampedusa, è diventato un altro uomo ma non perde ancora la speranza. Sposa la sua compagna e a Foggia lavora in un supermercato, porta la spesa a domicilio e si accontenta di una mancia. All’inizio guadagnava 30/35 euro a giornata, attualmente ne guadagna 10/15. Da otto anni è in Italia e aspetta ancora la carta di soggiorno per raggiungere mete più fortunate. La sua speranza è arrivare in Francia o in Germania, trovare un lavoro dignitoso, riunire la famiglia e finalmente realizzare il suo sogno.

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A cosa serve … la scuola?

In Italiano on ottobre 11, 2016 at 23:40

scuolaOgni anno, agli inizi di settembre, inizia la scuola ed è un momento davvero molto … “tragico” per i più piccoli, ma anche per i grandi.

Iniziano le sveglie all’alba, le soste veloci in bagno per lavarsi, le corse per prendere l’autobus e arrivare in tempo prima che il prof. o la prof. terminino di fare l’appello. Insomma, inizia lo stress!

E se la scuola non esistesse? Sarebbe tutto diverso? Cosa si potrebbe fare di alternativo durante la mattinata? La maggior parte dei ragazzi sicuramente trascorrerebbe la giornata dormendo, uscendo con i propri amici, guardando la televisione e usando il telefonino…

Alcuni ragazzi però, compresa me, sono del parere che la scuola in realtà serva a tantissime cose; è il luogo d’incontro per molti giovani, infatti il più delle volte incontriamo persone che diventano poi i nostri più cari amici; è importante per lo studio, poiché studiando e prendendo buoni voti un domani avremo maggiori soddisfazioni personali e più facilità a trovare lavoro; è importante per  ascoltare adulti che ci fanno conoscere molte cose che probabilmente prima non conoscevamo.

I bambini e la guerra

In Italiano on maggio 28, 2016 at 19:32

ANSA568503_ArticoloQuando accendo la televisione e guardo il telegiornale con i miei genitori sento spesso parlare di guerra.

Ogni giorno ancora oggi si costruiscono armi in grado di distruggere intere popolazioni. Io penso che la guerra sia una cosa orribile e che non ci dovrebbe essere più nessuno che soffra la fame o perde la propria famiglia a causa della guerra. Ma è ancora più assurdo che si usino i bambini. Li rapiscono dalle proprie case, dai propri villaggi e li educano ad uccidere e vengono sfruttati sessualmente.

Una Nazione i cui bambini vivono l’esperienza della guerra subisce danni molto gravi sia nell’immediato, sia nel lungo periodo. Una Nazione in guerra nel breve periodo perde una intera generazione di bambini e di ragazzi perché se questi sono coinvolti, direttamente o indirettamente, o muoiono nei combattimenti oppure non vivono la loro vita da preadolescenti e da adolescenti e questo segnerà il loro carattere per sempre. Vivere l’orrore della guerra a quella età, infatti, oltre a traumatizzare un bambino o un ragazzo può convincerlo che la soluzione di qualunque problema sia la violenza.

Il ruolo dei medici e degli psicologi è fondamentale per il recupero dei bambini e dei ragazzi che sono stati coinvolti in una guerra. Le conseguenze del coinvolgimento dei bambini in guerra nel lungo periodo, sono anche più gravi perché

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